REMBRANDT Harmenzoon Van RIJN
(Leida 1606 – Amsterdam 1669)
Pittore e incisore olandese, viene generalmente considerato come uno dei più grandi pittori europei e il più importante nella storia dell’arte olandese.
Il suo periodo di attività coincide con quello che gli storici hanno indicato come ‘il secolo d’oro olandese’.
Ottavo dei nove figli di un agiato mugnaio Harmen Gerrit Van Rijn, proprietario di un mulino sulle sponde del Reno (perciò chiamato ‘Van Rijn’: del Reno).
Dopo aver superato le prove di ammissione all’Università, ha abbandonato gli studi per trasferirsi come apprendista presso la bottega del pittore Jacob Van Swanenburgh, attivo a Leida.
Nel 1624 si è spostato ad Amsterdam presso lo studio del pittore Pieter Lastman che, reduce da un periodo trascorso in Italia, risulterà ben più importante per la formazione artistica del giovane Rembrandt.
Rientrato a Leida ha aperto una bottega in condivisione con l’amico e collega Jan Lievens, che in breve tempo è stata frequentata da numerosi allievi.
Nel 1631 si era già creata una reputazione così buona da fargli ottenere diversi incarichi, soprattutto ad Amsterdam, dove decise di ritornare andando ad abitare nella casa del mercante d’arte Hendrick Van Uylen, del quale sposerà la nipote Saskia.
La giovane donna apparirà molto spesso nei dipinti del marito, ricchi in questo periodo di esotiche atmosfere, come nei due ritratti di Saskia in veste di Flora.
Nel 1639 si è trasferito in una casa più prestigiosa vicina al quartiere ebraico, oggi trasformata in museo.
E’ stato lì che Rembrandt ha fatto posare i suoi vicini ebrei per usarli come modelli per i quadri che rappresentavano scene dell’Antico Testamento. Sebbene non ancora esposto a problemi economici ha dovuto affrontare con la moglie molte difficoltà, prima la morte della madre e quella prematura di tre dei quattro figli di Saskia, solo il figlio Tito ha raggiunto l’età adulta, e successivamente la malattia e la morte della moglie.
In seguito l’artista ha subito anche gravi dissesti finanziari che lo hanno costretto a vendere all’asta, per pagare i debiti ed evitare la prigione, le proprie collezioni di oggetti e abiti orientali e la preziosa raccolta di stampe in gran parte di artisti italiani.
Non pochi problemi gli hanno procurato le relazioni sentimentali con due governanti chiamate ad allevare il figlio Tito, prima Geertghe Dircx, fatta rinchiudere in manicomio dopo una malattia e poi Hendrickje Stoffels con la quale ebbe problematici rapporti economici.
Le sue opere, sempre ricche di dettagli, trattano scene bibliche, paesaggi e ritratti spesso con ambientazioni monumentali.
Rifacendosi allo stile caravaggesco egli ha elaborato un diverso giuoco delle luci e delle ombre tanto nei dipinti quanto e forse più nelle opere grafiche tanto da essere definito ‘maestro della luce’.
Ha inciso all’incirca trecento acqueforti, spesso arricchite da un sapiente uso della puntasecca capace di conferire alla stampa un maggior aspetto pittorico.
I soggetti più frequentemente trattati riguardano episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento (‘La presntazione al tempio’, ‘Abramo e Isacco’,‘Il trionfo di Mardocheo, ‘La deposizione di Cristo’, ‘Le tre croci’, ‘L’annuncio ai pastori’, La morte della Vergine, ‘La stampa dei Cento Fiorini’); i ritratti e gli autoritratti (‘Jan Six’, ‘Jan Lutma’, ‘Clement de Jonghe’, ‘Autoritratto con la sciabola’, ‘Autoritratto alla Castiglione’) ; le scene di genere (‘Il venditore di veleno per topi’, ‘La donna delle frittelle’); i paesaggi (‘Il mulino’,‘ Paesaggio con tre alberi’) nei quali si evidenzia il protagonismo della natura sulla figura umana.
Egli ci ha lasciato grandi capolavori dipinti, dalla Lezione di anatomia del dottor Tulp alla Ronda di notte, ma vere gemme d’arte sono state ancora più le sue incisioni.
Ha scritto di lui Ferdinando Salamon, uno dei più importanti studiosi italiani di arte grafica:”Vi sono state nella storia dell’incisione altre grandi figure come Mantenga, Dürer, Goya; ma Rembrandt è unico, solitario e distante, senza possibilità di confronti, sopra tutti”.
Rembrandt seguitò a dipingere fino agli ultimi giorni di vita e il 4 ottobre 1669, data della sua morte, venne sepolto in una tomba priva di nome.