GHISI Giorgio
‘il Mantovano’ (Mantova 1520 – 1582)
Giorgio Ghisi, disegnatore, pittore, incisore a bulino e ageminatore italiano (decoratore di armi e armature con fili d’oro e d’argento).
E’ nato a Mantova da una famiglia originaria di Parma. Benché non esista alcuna notizia sulla formazione del Ghisi, è certo che avvenne sotto l’influenza di Giulio Romano, presente a Mantova dal 1524 al servizio di Federico II Gonzaga.
E’ tuttavia verosimile che l’artista abbia iniziato la sua professione alla scuola di Giovanni Battista Scultori (1503-1575), incisore mantovano e collaboratore di Giulio Romano a Palazzo Tè.
Le prime opere che gli si attribuiscono, per ragioni stilistiche e per la ricorrenza del suo monogramma a lettere grandi, derivano tutte da modelli di Giulio e sono databili intorno al 1540.
Forse in seguito alla morte di quest’ultimo nel 1546, il Ghisi preferì spostarsi a Roma.
Nel vivace clima artistico romano il Ghisi ebbe l’opportunità di arricchire la propria formazione e, al contempo, di stringere alcuni rapporti tra cui quello con l’editore Hieronymus Cock.
Con lui avviò un’intensa collaborazione che, intorno al 1550, lo portò ad Anversa, uno dei maggiori centri culturali d’Europa, dove Cock pubblicava sotto l’insegna “Aux quatre vents”, per rimanervi circa cinque anni. Durante il tempo trascorso nelle Fiandre ha eseguito molte incisioni di altissima qualità tanto che nel 1551 “Joorgen Mantewaen” figurava come membro della Gilda di S. Luca.
È plausibile che, una volta partito da Anversa, la sua destinazione fosse la Francia: le incisioni databili a questo periodo furono pubblicate con il privilegio reale, e i soggetti vennero spesso desunti da opere di artisti italiani attivi a Fontainebleau o a Parigi.
Le sue ultime commissioni furono però a Mantova per la famiglia Gonzaga, dal 1574 al 1582 anno della sua morte.
L’ultimo suo lavoro è rappresentato da una serie omogenea di quattro lastre realizzata dal Ghisi per illustrare il Messale di S. Barbara, pubblicato nel 1583. Secondo antiche fonti il Ghisi fu attivo anche nell’agemina.
Del 1554 è uno scudo conservato al British Museum di Londra; mentre più tarda, del 1570, dovrebbe essere la spada firmata, del Museo di belle arti di Budapest.
Il Ghisi morì a Mantova, senza figli, nel dicembre del 1582 dopo una breve malattia.