VISENTINI Antonio
(Venezia 1688 – 1782)
Incisore, architetto e pittore veneziano Visentini ha iniziato la carriera artistica come allievo di Giovanni Antonio Pellegrini, pittore predecessore del Tiepolo, attivo prima a Venezia e poi in Inghilterra.
La fama del Visentini però è dovuta soprattutto ai suoi studi come architetto e alla sua attività di incisore.
Esponente del classicismo architettonico è stato tra i fondatori dell’Accademia di Belle Arti, presso cui ha insegnato prospettiva e ha pubblicato trattati di architettura.
Egli ha progettato il palazzo Smith (1751, poi Mangilli-Valmarana) tra i più belli che affacciano sul Canal Grande e la facciata di palazzo Giusti (1766).
Sotto la guida di Gian Domenico Tiepolo ha collaborato alla realizzazione degli affreschi di Villa Valmarana nei pressi di Vicenza. Ha ridisegnato la facciata di Palazzo Balbi, sede del Console Britannico Joseph Smith, per il quale ha lavorato spesso.
Nel 1726 ha iniziato ad incidere all’acquaforte eseguendo prima la serie Iconografia della Ducal Basilica dell’Evangelista San Marco e successivamente le famose vedute tratte da quadri del Canaletto con il quale, per iniziativa del Console Britannico Joseph Smith, ha avuto un intenso rapporto di collaborazione.
Una parte della raccolta di vedute del Canaletto incisa dal Visentini e intitolata Prospectus Magni Canalis Venetiarum costituita da quattordici vedute è stata pubblicata una prima volta nel 1735 dall’editore Giambattista Pasquali, mentre la serie definitiva ampliata a trentotto tavole è stata edita nel 1742.
Stretta è stata la collaborazione tra Canaletto e Visentini come è testimoniato dal ricco frontespizio del volume con le vedute di Venezia nel quale compaiono insieme i ritratti dei due artisti.
Questa serie di stampe ha avuto grandissima diffusione ed è stata pubblicata più volte nel corso del Settecento e dell’Ottocento, rendendo popolare l’immagine affascinante della città lagunare e del suo isolario in gran parte dei paesi d’Europa.
Merito del Visentini sono state anche le raffinate vignette d’invenzione per volumi “Della Istoria d’Italia” di Francesco Guicciardini pubblicati tra il 1738 e il 1739.
Nel 1746 esegue per il console Smith, in collaborazione con Francesco Zuccarelli, anche 12 sovraporte, opere oggi esposte nel Castello di Windsor.
Antonio muore in miseria a Venezia, all’età di novantaquattro anni.