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CANUTI Domenico Maria

SG Collezione Stampe / Autori  / CANUTI Domenico Maria
Canuti DM; San Francesco d'Assisi - 350

CANUTI Domenico Maria

(Bologna 1626 – 1684)

Pittore e incisore bolognese, figlio di Luca e Santina, fratello di Giulia, anche lei pittrice e moglie dell’incisore Domenico Maria Bonaveri.
Dopo un breve periodo di lavoro presso un orafo, ha studiato disegno presso il pittore Giovan Battista Bertusi.
Successivamente il conte Roderico Pepoli lo ha introdotto prima nello studio di Francesco Albani e poi in quello di Guido Reni, dove Canuti ha lavorato fino alla morte del maestro nel 1642.
Canuti ha avuto la fortuna di essere notato da Taddeo Pepoli, membro dell’ordine religioso Olivetano e facente parte di una delle famiglie più influenti della città felsinea.
Egli è stato un pittore che ha prediletto la tecnica dell’affresco su volte e pareti. Tra il 1646 e il 1651 e più tardi nel 1672 ha operato a Roma dove è stato allievo di Giovanni Lanfranco.
Il suo lavoro più antico rimastoci è probabilmente costituito dai due affreschi per la tribuna di Santa Francesca Romana a Roma.
Qui, oltre ad eseguire altri affreschi in diverse chiese, ha partecipato con Francesco Cozza e Carlo Maratti alla decorazione di Palazzo Altieri e di Palazzo Colonna.
Tornato a Bologna ha ultimato gli affreschi di San Michele in Bosco e di Palazzo Pepoli, a Mantova ha eseguito opere su commissione del Duca e dipinti ad olio per ordini religiosi.
Del suo soggiorno mantovano potrebbe essere l’Apparizione di Gesù a Santa Teresa, tela nella chiesa di S. Teresa a Mantova, di cui esiste un’incisione del nipote Domenico Bonaveri con la frase “cose delineate dal dotto pennello di D.M.C. mio reverito maestro”.
A Padova ha dipinto tele per la chiesa di San Benedetto Novello dei Padri Olivetani. In cattive condizioni di salute nell’ aprile 1684 il Canuti, ormai moribondo, dettava il testamento e spirava due giorni dopo.

La sua produzione di incisioni all’acquaforte conta poco meno di una decina di opere di soggetto religioso eseguite nello stile di Guido Reni.

Le Opere