RICCI Marco
(Belluno 1676 – Venezia 1730)
Pittore, incisore e scenografo ha iniziato l’apprendistato artistico a Venezia presso lo studio dello zio pittore Sebastiano Ricci, dove ha eseguito opere di soggetto storico e religioso.
Molto importante per la sua formazione è stato il suo viaggio a Roma alla fine del ‘600 dove ha potuto studiare le opere di Salvator Rosa e dei paesaggisti romani attivi in quel tempo.
Alla capacità acquisita durante il soggiorno romano di creare paesaggi originali, il giovane artista aggiunse la sua profonda conoscenza della tradizione veneta del primo Cinquecento, risalente alle opere di autori quali Domenico Campagnola ed il primo Tiziano.
Durante una rissa conclusasi con un omicidio, Marco Ricci fu costretto a fuggire da Venezia.
Alcuni studiosi sostengono che si rifugiò a Spalato in Dalmazia, dove lavorò nella bottega di un pittore paesaggista, probabilmente l’anconetano Antonio Francesco Peruzzini che aveva collaborato in un dipinto di Sebastiano Ricci. Questa ipotesi non è condivisa da altri storici che mettono in dubbio il luogo dell’esilio.
Rientrato a Venezia nei primi anni del Settecento Marco divenne fedele collaboratore dello zio, lavorando in molte occasioni a quattro mani: egli realizzava il paesaggio con la presenza di numerosi elementi naturali come animali, piante e reperti archeologici fra i quali lo zio Sebastiano inseriva le figure dei personaggi.
Nel 1708 seguì a Londra Charles Montagu, Conte di Manchester allo scopo di approntare scenografie per l’opera italiana nel Queen’s Theatre di Haymarket. Qui ha realizzato le scene del “Pirro e Demetrio” di Alessandro Scarlatti e Nicola Haym. Durante il viaggio a Londra ha sostato per qualche tempo in Olanda dove ha avuto modo di ammirare le opere degli artisti olandesi e fiamminghi del Seicento, cioè dei massimi rappresentati del paesaggismo legato al “vero”.
Verso la fine del 1711 per la sua natura rissosa, dopo una lite con il pittore italiano Antonio Pellegrini (anch’egli in quel tempo in Inghilterra), Marco Ricci fu costretto a tornare a Venezia.
L’anno successivo ritornò a Londra con lo zio e vi rimase altri due anni prima di rientrare definitivamente a Venezia dove morì il 21 gennaio, 1730.