FARINATI Paolo
(Verona 1524 – 1606)
Pittore e incisore veneto, probabilmente anche scultore e architetto. Figlio di Lucia Bonato e del pittore Giovanni Battista di Cristoforo, che fu probabilmente il primo maestro di Paolo. Secondo il Vasari egli completò il suo apprendistato presso il pittore Nicola Giolfino, principale esponente di una famiglia di artisti di origine piacentina che si trasferì a Verona agli inizi del Quattrocento.
Ebbe una vita tranquilla e fu completamente dedito alla gestione della sua avviata bottega alla quale collaborarono anche i figli Orazio e Giambattista. La formazione e la prima maturità del pittore presentano ancora lati oscuri e suscettibili di ulteriori approfondimenti. L’esser nato a Verona appena quattro anni prima di Paolo Caliari (il Veronese) mise il Farinati nella felice condizione di poter immediatamente recepire tutte le novità insite nella pittura del suo geniale concittadino. L’attività della bottega gli consentì di raggiungere un buon livello di agiatezza.
Negli ultimi anni di vita tentò di nobilitare le proprie origini, appropriandosi dello stemma e del nome di una nobile famiglia di origine fiorentina, Farinata degli Uberti, di cui esisteva una lapide trecentesca nel chiostro di S. Zeno a Verona.
La sua prima opera documentata è la pala di San Martino, dipinta nel 1552 per il Duomo di Mantova. Seguì poi un’attività molto intensa per chiese e conventi, e nella decorazione di ville e palazzi. Sono oltre 500 i suoi disegni sparsi nei principali musei del mondo, di cui il nucleo più consistente è conservato al Louvre. L’emblema della sua bottega era la chiocciola, che spesso è presente nelle sue stampe e in quelle del figlio Orazio.
Morto nel 1606 è sepolto nella chiesa di San Paolo in Campo Marzio a Verona.