CARLEVARIJS Luca
(Udine 1663 – Venezia 1730)
Incisore e pittore italiano, nato da una famiglia friulana benestante, che già nel XVI secolo era intestataria di un feudo.
Il padre, Giovanni Leonardo era considerato tra gli artisti locali più insigni del suo tempo.
Delle opere paterne di architettura e scultura rimangono solo pochi reperti artistici tra cui un disegno diviso in sei comparti dal titolo ‘Vedute prospettiche di Udine’ , quasi un richiamo alla vocazione del figlio.
Nel 1679, all’età di sedici anni, Luca si è trasferito a Venezia con la sorella Cassandra, prendendo alloggio nei pressi di Palazzo Zenobio, residenza di una importante famiglia di origine veronese dalla quale avrà aiuto e protezione.
Qualche tempo dopo ha soggiornato a Roma, esercitandosi nelle vedute e rimanendo attratto dallo stile antibarocco dei pittori olandesi e dalla tematica del ‘quotidiano’ dei bamboccianti.
Durante il periodo romano ha subito l’influsso del vedutismo di Gaspar van Wittel (Vanvitelli) e, in minor misura, quello di Salvator Rosa.
Nel 1699 a Venezia ha sposato Giovanna, figlia dell’orafo Bastian Succhietti, dalla quale ha avuto quattro figli e che è morta appena ventisettenne. Nel 1703 ha pubblicato una serie di 101 acqueforti (ampliate a 104 nelle edizioni successive), con dedica al Doge Alvise Mocenigo, dal titolo ‘Le fabriche, e vedute di Venetia disegnate, poste in prospettiva et intagliate da Luca Carlevariis con privilegii’, i cui disegni preparatori sono conservati al British Museum.
Egli ha dominato, con le sue acqueforti e con i suoi dipinti di vedute e capricci (con porti di mare, ruderi antichi, palazzi, strade e piazze animate da scene e personaggi della vita quotidiana), il mercato veneziano fino al volgere del secondo decennio del ‘700, ovvero finché fu superato dal suo discepolo Antonio Canal.
Capostipite dei vedutisti veneziani del Settecento, egli ha rappresentato la città lagunare con fedeltà documentaria, non solo valendosi delle sue cognizioni matematiche e architettoniche della prospettiva, o di strumenti innovativi come la camera ottica, ma partecipando alla realtà di ciò che lo circondava.
Nel 1728 è stato colpito da una forma di paralisi progressiva che ne ha causato la morte due anni più tardi.