PIRANESI Francesco
(Roma 1758 – Parigi 1810)
Architetto e incisore italiano figlio del grande incisore Giovanni Battista Piranesi e di Angela Pasquini, figlia del giardiniere del Principe Corsini.
Dal padre ha appreso l’arte incisoria e appena l’età glielo ha consentito ha collaborato, come gli altri aiuti di bottega, all’incisione di rami sotto la supervisione paterna.
A 19 anni ha visitato, insieme a Giovanni Battista, Pompei, Pestum ed Ercolano e alla morte del padre ha portato a termine la serie dedicata a Paestum che il padre aveva lasciata incompiuta, aggiungendo alcune tavole nelle ristampe postume.
Ancora ventenne ha assunto la conduzione della calcografia paterna e ha continuato a produrre stampe di monumenti e architetture antiche.
Dopo aver stretto conoscenza con l’ambasciatore svedese a Roma ha ottenuto incarichi da re Gustavo III di Svezia.
Nel 1799 è emigrato esule a Parigi sotto la protezione di Giuseppe Bonaparte, trasferendovi i rami della calcografia.
Qui ha ristampato le lastre portate da Roma, ma avversità di mercato lo hanno ridotto in stato fallimentare.
Allo scopo di salvare l’ingente patrimonio della stamperia il governo francesce, con decreto di Napoleone, autorizzava il ministro dell’interno ad acquistare la calcografia Piranesi per 300.000 franchi da distribuire ai creditori, ma Francesco è morto poche settimane dopo.
Nel 1835 è stata annunciata la vendita all’asta dei 2202 rami che, acquisiti dalla casa editrice Firmin-Didot sono stati usati per una ulteriore ristampa.
Nel 1839, per interessamento di Papa Gregorio XVI sono stati infine acquistati dalla Calcografia Camerale, oggi Istituto Nazionale per la Grafica a Roma.