CALLOT Jaques
(Nancy 1592 – 1635)
Disegnatore e incisore francese, nato nel Ducato di Lorena (all’epoca stato indipendente al confine nord orientale della Francia) probabilmente da una famiglia nobile collaterale a quella del Duca.
Dopo aver appreso, insieme a Jaques de Bellange (anch’egli futuro pittore e incisore) i primi rudimenti sull’arte del disegno e dell’incisione presso la bottega dell’orafo Demenge Crocq si è trasferito a Roma presso lo studio dell’incisore e stampatore francese Philippe Thomassin.
Qui si è perfezionato nell’arte del bulino riproducendo opere di maestri italiani e fiamminghi.
Nel 1611 si è spostato a Firenze al seguito di Antonio Tempesta, chiamato nella città dei Medici dall’architetto e scenografo Giulio Parigi per incidere una serie di acqueforti per le esequie di Margherita d’Austria regina di Spagna.
A Firenze Callot ha lavorato per il Granduca Cosimo II e nel 1617 ha pubblicato la celebre serie dei Capricci, di propria invenzione e dedicata a Lorenzo de Medici e nel 1620 La fiera dell’Impruneta.
Ritornato a Nancy ha inciso la serie dei Balli di Sfessania, quella dei Baroni, quella dei Gobbi e la serie dei Grandi Apostoli.
Fra le sue opere di questi anni sono da ricordare il Parterre de Nancy e La carriére de Nancy.
L’arte del Callot è tra le più originali espressioni del Seicento francese.
Nelle sue composizioni larghe e ariose, la più sbrigliata libertà fantastica si accompagna alla tagliente esattezza del segno anche nelle figure più minuscole di cui sono ricche le sue stampe.
Ha realizzato, con mirabile abilità tecnica come si comprende dalle sapienti diversità di morsure, acqueforti con rappresentazioni di cronache dell’epoca e della vita quotidiana della popolazione (soldati, buffoni, ubriaconi, accattoni ed emarginati).
Personaggi che sono spesso in contrasto con i meravigliosi paesaggi in cui sono ambientati.
Tra il 1628 e il 1631 soggiornò più volte a Parigi, dove affidò a Israël Henriet l’edizione delle sue lastre.
Tornato a Nancy nel 1632, dovette assistere sia all’invasione francese del ducato di Lorena che alla peste.
Profondamente turbato da questi tragici eventi ha inciso Le Miserie della guerra nel 1633 con cui ha denunciato la brutalità della soldataglia nei confronti della popolazione civile e in particolare dei contadini.
Le opere dell’ultimo periodo sono animate da una sensibilità insieme ironica e drammatica nei confronti del destino dell’uomo.
Alla sua morte avvenuta a Nancy nel 1635 è stato sepolto nella chiesa dei Francescani.